Maggio 28, 2012
Nell’acquario di Facebook - Un analisi del fenomeno degli "anarcocapitalisti"

A finire sotto gli strali della critica di questa puntuale e argomentata denuncia non sono tuttavia solo i libertariani (preferiscono chiamarli così, per evitare qualsiasi confusione con il vecchio, glorioso «marchio» libertario) di destra, ma anche quelli «di sinistra». Esiste davvero, si chiedono quelli di Ippolita, una differenza fra cyber utopisti di destra e cyber utopisti di sinistra? L’unico merito che può essere riconosciuto ai secondi, rispondono, consiste nella sincera volontà di contrastare i «poteri forti» di Stati e Corporation e dei loro sforzi per trasformare consumatori e cittadini della Rete in sudditi. Per il resto gli uni e gli altri sono accomunati dalla stessa, perniciosa ideologia secondo cui, a regalare la libertà al mondo, facendo crollare regimi autoritari e sventando i piani di governi solo nominalmente democratici, basterebbe il puro e semplice diffondersi della possibilità di accedere alla Rete.

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(Fonte: classe, via ze-violet)

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