Breve tattica per i prossimi invasori: non aspettate la luna nuova, cambiate i piani. Non servono più i famosi 4 attacchi congiunti (due aeroporti, due porti, il valico del mugello, ferrovia e strada) per piegare la nazione: aspettate la neve. Appena arriva la neve, ci comprate con due etti di sale. Ah, e i panini e le coperte.
Tra poco le giornate ricominceranno ad allungarsi, tra poco comincerà a tornare quella strana sensazione di speranza che l’anno nuovo ti comunica. Sei asincrona, per te l’anno nuovo arriva al solstizio, entri nell’inverno e nel tempo nuovo. In quel giorno, da sempre, è come se ti accoccolassi sotto la neve, in una tana di marmotta, di solito ti metti in sospensione a raccogliere le forze. Immobile metabolizzi l’anno passato, lo accarezzi e lo coccoli, ne accogli le lacrime, ne abbracci i sorrisi, ti lasci avvolgere come un mantello dal tessuto fatto di attimi che hai costruito quest’anno. Quel tessuto forma un baccello, ti ci sdrai dentro, sei diventata un seme, lo sai, tra non molto arriverà il momento di cominciare a germogliare di nuovo.
si dice si dice ma a un certo punto uno com’è è.
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Italo Calvino, La giornata d’uno scrutatore (via insipienza)
(per la fonte. per il tuffo al cuore che mi ha provocato solo a leggerne il titolo. per Te).
(via paolaesse)
(via batchiara)
Un tempo in tv, prima d’andare a letto,
c’era un nerissimo pulcino da tutti negletto
ma un olandesina
lo mise in candeggina
mostrò ch’era bianco sotto ali, cosce e petto.